12/ott/2016

Igiene intima: prevenzione e freschezza.

Simbolo di seduzione e sinonimo di femminilità, le parti intime sono fragili e vulnerabili e vengono quindi fatte oggetto di attenzione, nell’intento di proteggerle. Alcune ricerche commissionate dai produttori di detergenti intimi rivelano che il 56% delle donne considerano l’igiene intima il mezzo per prevenire infezioni e micosi; oltre il 96% ritiene che non sia sufficiente cambiare la biancheria con frequenza, porre attenzione nella scelta del partner, asciugarsi in modo corretto quando si va in bagno, ma che sia importante lavare ogni giorno, più volte al giorno, le parti intime; il 78% compie questa azione non solo per ragioni igieniche, ma soprattutto per il senso di freschezza e benessere personale. Tuttavia, benché questi comportamenti siano ormai acquisiti, solo il 43% delle donne utilizza prodotti specifici. Allo scopo di rassicurare le donne nell’utilizzo di un detergente intimo, Verde Vera ha creato un prodotto, perfetto per la delicata morfologia delle parti intime femminili e ottimo anche per gli uomini, attingendo alla tradizione millenaria della fitoterapia e delle piante officinali, scegliendone due, la salvia e l’arancio dolce, noti da secoli per le loro proprietà benefiche.

Streghe, antiche scuole di medicina ed erbe benefiche.
La fitoterapia è la pratica che prevede l’utilizzo di piante per la cura delle malattie e per il mantenimento del benessere psicofisico. Antica quanto l’uomo, è il primo esempio di medicina popolare che troviamo nell’antichità.

«Unico medico del popolo fu, per mille anni, la strega. Imperatori, re, papi, i più ricchi baroni avevano qualche dottore di Salerno, qualche moro o ebreo; ma la grande massa, un po’ tutti e d’ogni condizione, consultavano solo la Saga o Saggia-donna. Non guarendo, la insultavano e le dicevano strega. Ma di solito, per rispetto e anche timore, la chiamavano Buonadonna o Belladonna: lo stesso nome dato alle fate. Le capitò quanto ancora capita alla sua pianta preferita, la belladonna, e alle pozioni benefiche da lei usate, rimedi dei grandi flagelli del medioevo. Il ragazzo e l’ignaro passante maledicono queste livide erbe senza conoscerle. (…) Eppure si tratta solo di lenitivi che, somministrati con misura, hanno spesso guarito e alleviato molti mali.» [Jules Michelet, La strega, 1862].

Ancor oggi negli angoli dei nostri orti e giardini si celano alcune umili piantine, magari un po’ meno sgargianti di altre, ma degne della massima considerazione: sono le piante officinali. Aromatiche, sedative, curative, possono anche rivelarsi temibili. Ippocrate ne differenzia l’uso interno ed esterno e definisce il concetto di “dose”, che permette di distinguere le droghe dai veleni. Il suo discepolo Dioscoride nella sua fondamentale opera in 5 tomi De Materia Medica, rimasta per 15 secoli il testo di riferimento per chi si occupava di scienze terapeutiche, registra 609 droghe di origine vegetale. A partire dal V° secolo ogni monastero possiede il suo orto officinale, composto da almeno 16 piante di base: giglio, salvia, rosa, finocchio, menta, etc. Nel 1635, Luigi XIII crea a Parigi il celebre Jardin Royal des Plantes Médicinales ricco di oltre 2.300 specie. Infine nel XVIII° secolo le piante acquisiscono l’identità che conosciamo ancor oggi: un doppio nome in latino, che ne indica il genere e la specie. Alcune piante sono utilizzate allo stato fresco o secco (menta, melissa, rosmarino, timo). Si raccolgono con il sole e vanno seccate e conservate in un luogo fresco e asciutto. Quando la pianta cambia aspetto si modifica anche la sua composizione chimica e il colore e l’odore ce lo rivelano.

Praticare l’ECORISPETTO significa riconoscere il valore della tradizione e della sapienza tramandata per secoli e applicarne i principi nella cosmesi moderna: questo è il principio che applichiamo nella ricerca per la creazione dei nostri prodotti a base di elementi naturali. Per il detergente intimo Verde Vera abbiamo scelto la salvia e l’arancio dolce.

Salvia: il suo nome parla chiaro.
Etimologicamente il suo nome è di per se stesso un attestato di efficacia, in quanto “salvia” viene dal latino “salvare”, guarire. È una delle piante sacre degli antichi e un vecchio detto recita «chi coltiva la salvia nel suo giardino non ha bisogno del medico». I suoi effetti sono dovuti all’olio essenziale e alla presenza di un estrogeno, che sia gli Egiziani che i Romani avevano rilevato. Durante tutto il Medioevo è uno dei componenti di numerose preparazioni dai nomi poetici (Acqua Celeste, Acqua Imperiale), ma negli stadi dell’antica Grecia era vietata a causa delle sue proprietà stimolanti. Consapevoli del suo valore, i Romani la raccoglievano con un cerimoniale speciale, che escludeva gli attrezzi in ferro, abbigliati con una tunica bianca, a piedi nudi e ben lavati, dopo aver presentato pane e vino in offerta. Antispastica, diuretica, antisettica, vermifuga, ha la reputazione di una vera panacea. In cucina se ne usano le foglie dal gradevolissimo profumo, che stimolano l’appetito e migliorano la dispepsia e l’atonia gastro intestinale. Possiede anche effetti antisettici ed è quindi utilizzata con successo per il trattamento delle infezioni del cavo orale. Il beneficio terapeutico per cui abbiamo scelto la salvia nella composizione del Detergente Intimo Verde Vera è la cura delle mucose vaginali. L’estratto di salvia, infatti, è un agente antisettico e addolcente, che pulisce delicatamente le zone intime sensibili, rispettandone il livello di pH naturale.

L’arancio dolce: il profumo delle spose.
L’arancio dolce è ricco di vitamine e antiossidanti, ben noto in cucina per le sue proprietà nutrizionali. Il suo olio essenziale, estratto dalla buccia ha un gradevolissimo profumo dolce e fruttato, che mantiene il rilassamento e il buonumore. È ottimo come digestivo, ma va usato in diluizione al 20% nell’olio vegetale.

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