19/ott/2016

Idratati, ma secondo Natura.

Prendersi cura del corpo significa ripararlo dal freddo pungente e dal calore eccessivo, nutrirlo, prevenire le malattie, lavarlo e idratarlo, mantenendo alla pelle la naturale elasticità, anche con l’avanzare degli anni. La pelle secca si screpola e si irrita e per idratarla non è sufficiente solo bere abbondantemente, bisogna anche utilizzare sostanze capaci di rallentare la perdita d’acqua attraverso gli strati superficiali della cute, senza per questo impedire i normali scambi idrici e gassosi con l'ambiente. Molti cosmetici infatti producono un effetto di morbidezza della pelle grazie alla presenza di paraffine o siliconi, che impediscono però la naturale traspirazione e ne accelerano l’invecchiamento. La ricerca di Verde Vera si orienta invece verso principi attivi naturali, tradizionalmente usati dall’uomo fin dall’antichità. La Crema Corpo Naturale Idratante al Burro di Karité e Aloe Vera ne è un esempio e vi presentiamo di seguito i suoi due ingredienti principali.

L’Aloe Vera: un’antica storia benefica.
La pianta chiamata Aloe è una vera farmacia, capace da sola di guarire numerose malattie.
[Paracelso, 1493-1541]

L’Aloe è una pianta succulenta originaria dell’Africa del Sud e dell’Est, presente nelle regioni desertiche di Asia e America, spesso e a torto confusa con l’agave. Possiede proprietà benefiche per la pelle: cicatrizza, rigenera, idrata; è consigliata in caso di prurito, eczema, piccole ferite, irritazioni, micosi, psoriasi, piaghe e scottature è un ottimo rinforzante per il cuoio capelluto e i capelli sfibrati con doppie punte. La sua foglia contiene acqua in abbondanza, oltre 75 elementi nutritivi; 20 sali minerali indispensabili, quali fosforo, potassio, calcio, cloro, ferro, zinco; 12 vitamine (A, E e gruppo B).

Nota fin dall’antichità in regioni del mondo distanti tra loro, veniva chiamata con nomi che ci fanno comprendere il potenziale terapeutico che le era riconosciuto: gli africani la chiamavano «Giglio del deserto», gli Indiani «Bastone del cielo», i nativi americani «Dottor Aloe», i Russi «Pianta divina», gli Europei «Pianta miracolosa», gli Antichi Egizi, per i quali faceva parte del rituale d’imbalsamazione che accompagnava il faraone nell’aldilà, «Pianta dell’Immortalità». Venerata da numerose culture e civiltà, nel 2700 a.C. è menzionata nel Pen T’Sao, il più antico trattato di farmacopea cinese, nell’Atharvaveda, uno dei 4 Veda (testi sacri fondamentali) dell’induismo e ne ritroviamo tracce sulle tavolette d’argilla sumere del 2100 a.C., successivamente in numerosi libri sacri della Bibbia e, nel 2000 a.C. ancora sulle tavolette cuneiformi della civiltà mesopotamica. Nel famoso papiro di Ebers, uno dei più antichi documenti della medicina egizia, scoperto tra le rovine di Luxor, scritto a Tebe e datato 1550 a.C. sono riprodotti in segni geroglifici numerosi preparati a base di Aloe Vera, nei quali vengono descritte per la prima volta le virtù terapeutiche attribuite alla pianta. Quest’opera, intitolata «Libro di preparazione di farmaci per ogni parte del corpo umano», si trova all’università di Lipsia in Germania. Nel 600 a.C. la civiltà Araba fu una delle prime a descrivere due differenti succhi e a sviluppare un procedimento di separazione della linfa e del gel. Verso il 500 a.C. il luogo più importante per la coltivazione dell’Aloe era la piccola isola di Socotra, nell’Oceano Indiano: la leggenda narra che il filosofo Aristotele persuase Alessandro il Grande a conquistare l’isola per impossessarsi delle piantagioni e approvvigionare i suoi soldati feriti della pianta miracolosa. Nel «De Materia Medica», opera scritta dal medico e botanico greco Dioscoride nel 60 d.C. sono descritte nel dettaglio le proprietà della pianta: cicatrizzazione, trattamento di foruncoli, irritazioni della gola, della pelle, delle ulcere genitali, delle ecchimosi, arresto del sanguinamento. Alla fine del secondo secolo d.C. l’Aloe occupa un posto di primo piano nella medicina romana e lo mantiene durante le Crociate, il Medio Evo e il Rinascimento, soprattutto nel sud dell’Europa, che grazie al clima mite può coltivarla. Verso il 1500 gli Spagnoli e i missionari ne divulgano la coltura e l’utilizzo nel nuovo mondo, benché le civiltà Amerindie, come i Maya e gli Jivaros, già ne facessero uso. Cristoforo Colombo nei suoi libri di bordo la cita dicendo: “Quattro vegetali sono indispensabili alla vita dell’uomo: il grano, la vite, l’ulivo e l’aloe. Il primo ti nutre, la seconda ti rallegra, il terzo ti armonizza e la quarta ti guarisce.”

L’uomo distrugge, la Natura ripara.
Tra il XV° e il XVII° secolo la pianta cade in disuso in Europa e sono i coloni Olandesi, che la coltivano in Africa, a diffonderla di nuovo nel mondo. Nel XVIII° secolo l’antica reputazione dell’Aloe induce gli scienziati a occuparsene: i principi attivi della pianta sono citati per la prima volta nel Codex Britannico nel 1907, ma la vera infatuazione della comunità scientifica avviene dopo che i Giapponesi ottengono recuperi miracolosi trattando con l’Aloe le ferite delle vittime degli attacchi nucleari di Nagasaki et Hiroshima, che cicatrizzano con rapidità sorprendente. Ancora una volta Madre Natura rimedia ai nostri danni.

Il Burro di Karité: naturalmente ricco.
Il Burro di Karité è un prodotto efficace dalle virtù eccezionali, che risolve qualunque problema di pelle, senza alcuna controindicazione. Protegge il corpo d’inverno e d’estate e possiede potenti virtù rigeneranti della pelle grazie alle vitamine A, D, E e F. Addolcisce, protegge, nutre e ammorbidisce la pelle, combattendo le rughe e la disidratazione. Ottimo anche per la protezione solare, per prevenire le smagliature e le ragadi al seno, per i capelli, per i piedi secchi e screpolati, per le punture di insetti.

La produzione tradizionale del Burro di Karité è strettamente collegata con i principi dell’ECORISPETTO e del Commercio Equo e Solidale, perciò dedicheremo il prossimo articolo a questa bella storia. Continua a seguirci e, per saperne di più sulla Linea di cosmetici Verde Vera e sui principi dell’ECORISPETTO clicca qui http://verdevera.despar.it/