11/ott/2017

FREE FROM: liberi di nutrirsi, in sicurezza

I prodotti Despar FREE FROM sono studiati per alleviare il carico di chi si trova a dover fare i conti con allergie o intolleranze alimentari di vario genere ed è quindi obbligato a porre particolare attenzione ai cibi che mangia, partendo fin dal momento della scelta e acquisto degli alimenti al supermercato. Si tratta di situazioni spesso impegnative, non solo fisicamente, ma anche socialmente, perché richiedono lo sforzo continuo di rapportarsi nel modo adeguato con la famiglia e in società, rispettando le proprie esigenze di salute, senza compromettere le relazioni.

Allergia e intolleranza alimentare sono reazioni di ipersensibilità: l’allergia è la reazione del sistema immunitario verso una sostanza presente negli alimenti, mentre l’intolleranza è anch’essa una reazione, ma non di origine immunitaria. Esiste anche l’allergia crociata, cioè la reazione allergica scatenata nello stesso individuo da cause apparentemente non correlate fra di loro: una persona allergica a una determinata sostanza può reagire anche a un’altra sostanza che possiede caratteristiche simili, come accade con alcune allergie ai pollini, correlate con quelle ad alcuni tipi di frutta o verdura.

Sarò allergico o intollerante?
Cosa succede al corpo in caso di allergia?
Innanzitutto c’è la fase chiamata di sensibilizzazione, quella in cui il sistema comincia a produrre anticorpi (immunoglobuline) al momento della prima esposizione a un allergene, cioè alla sostanza che scatena la reazione del sistema immunitario. Durante questa fase non appaiono sintomi: sarà solo in occasione di un successivo contatto con la sostanza che il sistema immunitario riconoscerà l’allergene e reagirà contro di lui. In quell’occasione si avranno i primi sintomi clinici, che possono essere variabili, riguardare differenti parti del corpo, a livelli più o meno gravi e con manifestazioni più o meno rapide. I sintomi più frequenti sono di tipo cutaneo: eczemi, orticaria; di tipo respiratorio: starnuti, tosse, asma; di tipo digestivo: diarrea, nausea, vomito. Possono sopraggiungere anche altri sintomi più critici e a volte fatali, come l’edema o lo choc anafilattico. Le reazioni più gravi e diffuse possono presentare vari sintomi associati, di tipo cutaneo, respiratorio, cardiovascolare e gastrointestinale insieme. La diagnosi di un’allergia alimentare prende le mosse dall’indagine dettagliata che mira a ricercare le manifestazioni collegate al consumo di un dato alimento e prosegue con specifici test cutanei o ematologici per la rilevazione degli anticorpi. Il test cutaneo consiste nel deporre sulla pelle del dorso o dell’avambraccio una goccia della soluzione allergenica (estratto commerciale dell’alimento o alimento fresco) e di perforare la pelle attraverso la sostanza, grazie a una lancetta plastificata. Se dopo circa quindi ci minuti appare un ispessimento della pelle significa che è in atto una reazione. La positività del test indica che la persona è sensibilizzata, cioè che ha sviluppato gli anticorpi contro l’alimento, ma ciò non comporta necessariamente che sia anche allergica all’alimento stesso. Nei casi in cui la diagnosi è incerta si ricorre al test di provocazione orale, che consiste nell’ingerire dosi progressivamente crescenti dell’alimento in questione, per osservare quali reazioni sopraggiungono, o al test da contatto labiale. In entrambi i casi si tratta di test che vanno effettuati sotto controllo medico, da personale specializzato e sono gli unici che permettono di avere conferma di una vera allergia alimentare.

Intolleranza: proprio non mi va giù.
Intolleranza alimentare: questa parola ricorre spesso quando si parla di corretta alimentazione. Qualcuno sostiene che stia diventando una moda e, quando si tratta di persone che si definiscono intolleranti a determinati tipi di alimenti, senza aver effettuato alcun test diagnostico e senza veramente sapere di che cosa si tratti, prendendo decisioni e iniziative relative a regimi alimentari restrittivi, che si riveleranno ovviamente perfettamente inutili e inefficaci, forse non hanno tutti i torti. Per avere la certezza di essere intolleranti ad alcuni alimenti è necessario che si manifestino dei sintomi specifici, che vanno individuati e convalidati con esami clinici. Qualche mal di pancia o bruciore di stomaco non è necessariamente segno di intolleranza. Si tratta di affezioni temporanee, che possono essere collegate allo stress, alla dieta sbilanciata o all'eccesso di cibo; in questi casi il rimedio consiste nel prendersi il tempo per mangiare in modo più equilibrato e fare dei pasti un momento conviviale. Se con questi accorgimenti i sintomi scompaiono ci saremo risparmiati fatica, tempo e denaro. In caso contrario varrà la pena di consultare uno specialista.

Diagnosticare un’intolleranza è difficile, perché i sintomi possono essere vari e assomigliare a quelli di un’allergia. Le intolleranze possono essere causate da una diminuzione della capacità o dall’impossibilità di digerire una sostanza (ad esempio l’intolleranza al lattosio) o ad altri meccanismi più complessi. I sintomi più comuni dell’intolleranza alimentare sono principalmente digestivi, cioè situati a livello di stomaco e intestino: dolori addominali, conati di vomito, crampi, gonfiore, diarrea. Può però accadere, a volte, che la persona intollerante non presenti alcun sintomo: succede con l’intolleranza al lattosio, nella quale l’intensità dei sintomi varia in funzione della quantità di lattosio assunto. Come nel caso dell’allergia, anche la diagnosi dell’intolleranza comincia con un’indagine, in cui, con domande mirate si ricerca il ruolo di un determinato alimento nell’insorgenza del sintomo. Un regime di esclusione dell’alimento sospettato per qualche settimana, seguito poi dalla sua reintroduzione, viene a volte adottato al fine di confermare la reale implicazione dell’alimento nei sintomi rilevati. Spesso sono necessari altri test, che sono però diversi da quelli praticati per diagnosticare l’allergia alimentare. In funzione della sostanza che si ritiene essere causa dell’intolleranza, si possono effettuare test respiratori, come per esempio il test all’idrogeno (utilizzato nel caso del lattosio), o la biopsia intestinale.

Poiché numerosi alimenti o sostanze presenti al loro interno possono causare allergie o intolleranze: latte vaccino, uova, arachidi, frutta a guscio, sedano, solfiti, cereali ricchi di glutine, crostacei, pesci, soia, Despar ha studiato FREE FROM, il marchio pensato per chi ha particolari esigenze alimentari, dall'intolleranza al lattosio, al glutine o al lievito fino ad arrivare alla celiachia. Fra le specialità "senza lattosio" ci sono sia preparazioni comuni (crackers, mix-preparati a uso familiare in cui il latte e suoi derivati sono sostituiti da altri ingredienti), sia derivati primari del latte (mozzarella) nei quali una tecnologia speciale ormai consolidata permette una trasformazione preliminare del lattosio in derivati digeribili. Per gli intolleranti al lievito Despar ha prodotto alcuni alimenti "Free From" fra quelli di più comune consumo, come i crackers nelle due varianti al frumento e al kamut.

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