28/dic/2016

L’ECORISPETTO e l’intelligenza ecologica

Lo psicologo e scrittore statunitense Daniel Goleman, noto per i suoi studi sull’intelligenza emotiva, negli anni ’90 utilizzò l’espressione “intelligenza ecologica”, cercando di anticipare la possibile evoluzione del cervello umano. Si tratta perciò di un termine relativamente nuovo che sta ad indicare la capacità di considerare la realtà con un approccio sistemico e, di conseguenza, prendere decisioni con la consapevolezza che ogni nostra azione provoca ripercussioni sugli altri e sull’ambiente. L’intelligenza ecologica è la chiave per creare e stabilire organizzazioni sociali e sistemi economici sostenibili ed ecorispettosi.

“Effetto farfalla”
Viviamo e lavoriamo in una rete interconnessa di relazioni e i vecchi modelli fisici di rappresentazione del mondo, che immaginavano le organizzazioni e i sistemi come una macchina il cui funzionamento fosse perfettamente prevedibile, sono stati sostituiti da modelli fondati sulle teorie della biologia e della complessità, che evidenziano invece l’importanza delle connessioni e la loro capacità di suscitare cambiamenti.

Questo concetto viene espresso dalla famosa frase “il battito d’ali di una farfalla può scatenare un uragano” e riassunto nella locuzione “Effetto farfalla” che racchiude in sé la nozione maggiormente tecnica di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos. L'idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema. Una singola azione può determinare imprevedibilmente il futuro: nella metafora della farfalla si immagina che un semplice movimento di molecole d'aria generato dal battito d'ali dell'insetto possa causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano.” [Fonte: Wikipedia].

Questa poetica immagine diventa così un classico esempio di complessità e interconnessione. Nella nostra economia globale vengono di solito considerati soprattutto gli aspetti collegati al mondo degli affari, dell’economia e della finanza, mentre in realtà questa capacità di individuare i sistemi e riconoscere la loro interconnessione è un’abilità essenziale anche nelle organizzazioni più piccole e semplici.

Nei modelli di ecosistemi sani e naturali, i cambiamenti si verificano continuamente, attraverso l'adattamento e l'evoluzione. Tali sistemi si adattano costantemente alle mutevoli condizioni, anche senza la necessità che ci sia un responsabile del processo, su cui fare affidamento per elaborare piani e scadenze. L’effettivo cambiamento avviene quando c’è uno scopo chiaro e comune, quando la comunicazione e i sistemi di feedback funzionano con fluidità, incoraggiando l'innovazione e l’auto-correzione.

In contesti di questo tipo cambia anche il ruolo di un leader, in quanto i sistemi sono in grado di auto-organizzarsi e di sviluppare intelligenza e consapevolezza di gruppo. La leadership globale diventa un fenomeno collettivo e Goleman spiega che per sopravvivere oggi abbiamo bisogno di sviluppare una capacità collettiva, che si apprende, si insegna e si trasmette come specie e che risiede nella struttura a rete, utilizzata come mezzo di trasmissione e diffusione dei dati e delle informazioni.

Verde Vera e la consapevolezza ecologica
«La cura per l'ambiente non è un movimento o un'ideologia è il nostro prossimo gradino evolutivo (…) Perché l'uomo è un animale con una nicchia ecologica particolare da salvaguardare: l'intero pianeta Terra.» [Daniel Goleman].

Questo approccio che porta inevitabilmente a ripensare anche alla relazione tra cultura e natura, ci aiuta a uscire dalla trappola del sistema binario che considera la cultura come il contesto sociale e culturale in cui siamo immersi, mentre colloca la Natura in luoghi indefiniti e lontani, quali i deserti, la foresta vergine, mari, montagne. A causa di questa divisione tra cultura e natura le persone faticano a comprendere la necessità di cambiare i loro comportamenti: sporcare un contesto urbano guidando mezzi inquinanti non ci rende evidente il danno che possiamo arrecare alla natura, così come ci riesce ancora difficile entrare nell’ordine di idee che ogni oggetto che arreda le nostre case, uffici, aule, proviene dalla natura; ha richiesto operazioni di estrazione, produzione, trasporto e richiederà poi il necessario smaltimento.

Conoscere l’impatto nascosto di tutto ciò che acquistiamo e consumiamo contribuisce a modificare le decisioni dei consumatori, che a loro volta influenzano le scelte dei produttori. Ovviamente non è semplice quantificare gli effetti e l’impatto ambientale di prodotti del mercato globalizzato, dal momento che non provengono da un artigiano o da una filiera in cui esiste un responsabile di prodotto.

Per questa ragione Verde Vera si propone di studiare, produrre e distribuire prodotti di cui si possano certificare i principi attivi di origine vegetale da fonti naturali interamente rinnovabili, che non contengono parabeni, petrolati, peg, sls, sles, siliconi, coloranti sintetici. Cura il packaging per renderlo davvero sostenibile, grazie a contenitori al 100% di origine vegetale, i cui tappi, flaconi ed etichette sono tutti di plastica riciclabile e sui quali è ben evidenziata la modalità di smaltimento. Punta alla riduzione dell’emissione di CO2, responsabile dell’effetto serra e del surriscaldamento dell’atmosfera, restringendo il raggio di produzione, confezionamento, stoccaggio e distribuzione a meno di 30 kilometri.

La consapevolezza ecologica ci guida su questa strada che ti invitiamo a percorrere insieme a noi, nel rispetto dell’ambiente.
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