28/set/2016

I doni della natura e l’Ecorispetto.

Scoprendo nuovi utilizzi per i vegetali l’uomo si è visto costretto a regolamentarne l’uso e la causa della preoccupazione attuale riguardo alle specie minacciate d’estinzione, deriva proprio dall’uso sconsiderato che ne facciamo. In effetti, se le numerose piante esotiche, la cui esistenza è messa a repentaglio dalla deforestazione, non rivestissero alcun interesse per l’uomo, quest’ultimo non si preoccuperebbe certo di stabilire delle leggi che le proteggano. L’idea di proprietà e di appartenenza delle specie viventi deriva dall’uso che l’uomo può fare dei vegetali; allo stesso modo in cui la scoperta delle droghe e dei loro effetti sulla psiche ha avuto come conseguenza la loro regolamentazione, ad esempio a livello farmaceutico, e la loro proibizione per altri scopi.

Nel mondo scompare una specie vegetale al giorno a causa dell’intervento umano: deforestazione, sviluppo industriale e turistico, urbanizzazione, agricoltura, introduzione di specie animali e vegetali “invasive” che sconvolgono l’ecosistema. Al tempo stesso si sviluppa sempre più la consapevolezza della necessità di praticare l’ECORISPETTO e di proteggere la natura, creando degli spazi in cui la presenza umano non impatti negativamente sulla fauna e la flora selvagge.

In questo articolo illustriamo quali ricchi doni ci giungono dalla Natura e ti parliamo delle nostre scelte in materia di ecorispetto, che prevedono di non sfruttare i principi attivi provenienti dalla flora selvaggia.

Il delicato equilibrio del polmone verde del pianeta.
Molti dei principi attivi presenti nei cosmetici provengono dalle grandi foreste pluviali. La foresta amazzonica, ad esempio, rappresenta un patrimonio generoso, ma estremamente fragile: copre 6 milioni di kilometri quadrati e si estende su 9 paesi (Brasile, Ecuador, Colombia,Venezuela, Guyana, Guyana Francese, Suriname, Bolivia, Perù). È considerata come una delle maggiori riserve di biodiversità del pianeta e cela innumerevoli tesori in materia di salute e bellezza. Le popolazioni native, che hanno appreso nei secoli a vivere al ritmo delladei suoi benefici, in totale armonia con essa. Detentori di segreti ancestrali di bellezza, in questi ultimi anni sono stati oggetto dell’interesse dei grandi gruppi cosmetici alal ricerca di ingredienti rari, in una corsa sfrenata al profitto. A volte nel totale disprezzo dell’uomo e della natura. Le numerose attività umane minacciano gravemente l’equilibrio dell’ecosistema amazzonico e ormai le marche più prestigiose nel settore dei cosmetici naturali e biologici, consapevoli che non si può onestamente definire biologico un prodotto che nuoce all’uomo e all’ambiente, hanno cominciato a prestare attenzione all’ECORISPETTO e ad attuare procedure etiche e responsabili. Venendo a contatto con le popolazioni locali che vivono nel cuore della foresta e stabilendo con loro relazioni di rispetto e fiducia reciproca, favoriscono il perpetuarsi delle tradizioni e vengono a conoscenza di segreti ancestrali di bellezza, dei quali tutti possiamo beneficiare. L’obiettivo è indirizzarsi verso azioni che incoraggiano il commercio equo e solidale e le piccole produzioni per rispettare l’equilibrio dell’ecosistema locale, in prospettiva di uno sviluppo durevole e sostenibile.

Le buone piante dell’Amazzonia.
L’Amazzonia racchiude innumerevoli tesori e chissà quanti ancora non sono ancora stati da noi scoperti e valorizzati. Oli, burri e frutti che rappresentano cure eccezionali per mantenere la pelle fresca, bella e giovane.

La bacca di Açai, un frutto che ricorda il mirtillo, viene consumata dai nativi perché molto nutriente e ricca di acidi grassi essenziali (omega 3, 6 et 9), vitamina C e polifenoli e viene usata in cosmetica come rivitalizzante e antiossidante. Dall’Andiroba, albero maestoso che produce piccoli frutti a forma di castagna, si estrae un olio amarissimo, ottimo per curare le affezioni delle pelle, come la psoriasi, e come repellente per gli insetti. Il Buriti, chiamato “albero della vita”, è ritenuto sacro. Tutte le sue parti sono utilizzabili e serve a produrre un olio perfetto per la protezione solare e per la salute dei capelli. Il Cupuaçu è un cugino del cacao, che produce frutti dalla polpa aromatica, usati in pasticceria, i cui baccelli contengono un burro profumatissimo, dalle proprietà idratanti, nutriente e protettivo per pelle e capelli secchi. Il più noto Frutto della Passione racchiude un olio rinomato per la sua ricchezza in flavonoidi, omega 6 e vitamina E, che nutre la pelle e la preserva dall’invecchiamento. Dall’albero di Inca Inchi, chiamato anche Sacha Inchi, si estrae un olio addolcente, emolliente e nutriente, che previene l’invecchiamento cutaneo, adatto a ogni tipo di pelle, usato in molti preparati perché secco e incolore. La palma di Murumuru, alta da 5 a 10 metri produce mandorle ricche di grassi, da cui deriva la produzione di un burro usato sui capelli secchi e sfibrati o nei saponi per aumentarne la schiumosità. La Noce del Brasile si usa per produrre saponi e rimedi di medicina tradizionale e il suo olio nutre le peli secche ed è indicato per capelli con doppie punte. Il burro di Tucuma, della stessa famiglia del Murumuru, è un protettivo per pelle e capelli, dal gradevole profumo di caffellatte. L’Urucum è tradizionalmente usato come repellente e come protezione solare.

Le scelte di Verde Vera: la flora selvaggia va lasciata in pace.
Verde Vera studia i principi attivi delle piante benefiche per la salute e l’estetica del corpo, ma sceglie solo ingredienti naturali da fonti rinnovabili al 100%, perciò nei prodotti della nostra linea, orientata all’ECORISPETTO, troverai altri ingredienti, sempre provenienti da piante benefiche, ma che non prevedono lo sfruttamento delle risorse della flora selvaggia.

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