04/mar/2016

L’anidride carbonica e il surriscaldamento globale.

Lo rivela il quotidiano britannico The Guardian che pubblica una nota della Commissione Europea, riguardante le pessimistiche proiezioni degli analisti. Si valuta che l’UE emetterà 2 miliardi di tonnellate di CO2 in più, rispetto agli obiettivi assunti alla conferenza.

Eppure la ventunesima Conferenza delle parti (in inglese, Conference of the parties, Cop) nell’ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) è il vertice mondiale dei 195 stati membri, a cui si aggiunge l’Unione Europea, che si ritrovano per concertare politiche e strategie per arginare il grave problema del surriscaldamento globale. La convenzione delle Nazioni Unite è infatti il principale trattato internazionale sul clima, adottato a Rio de Janeiro nel 1992 in occasione del Summit della Terra. Dal 1994 la convenzione è entrata in vigore, riconoscendo ufficialmente la pesante influenza dell’attività umana sul cambiamento climatico in atto. La principale responsabilità nella lotta contro questo fenomeno è attribuita ai paesi industrializzati. L’obiettivo della Cop21 era quello di concludere un primo accordo universale e vincolante, applicabile a partire dal 2020 ai 195 paesi della convenzione, per limitare l’aumento delle temperature a 2 gradi centigradi rispetto all’epoca pre-industriale.

I numeri dell’inquinamento
L’emissione di gas a effetto serra presenta numeri da capogiro.
La temperatura media della superficie della Terra e degli oceani è aumentata di 0,85 gradi tra il 1880 e il 2012, e si prevede che cresca ancora tra gli 0,3 e i 4,8 gradi entro il 2100.
Dal 1870, quando con l’inizio della rivoluzione industriale l’uso del carbon fossile cominciò a liberare gas inquinanti nell’ambiente, gli uomini hanno rilasciato fino ad oggi 531 gigatonnellate di carbonio nell’atmosfera. Secondo l’Ipcc, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, per mantenere un riscaldamento non superiore ai due gradi, bisognerà raggiungere la neutralità carbonica al massimo entro la fine del secolo ed è necessario che la quantità accumulata di emissioni di CO2 d’origine umana non superi le 800 gigatonnellate di carbonio. 100 miliardi di dollari, provenienti da fondi pubblici e privati, è la cifra che i paesi sviluppati si sono impegnati a investire per sostenere le politiche ambientali, ma a giugno del 2015 solo 4 miliardi erano disponibili.

I numeri dell’ECORISPETTO
Forse il nostro contributo rispetto ai grandi problemi del surriscaldamento globale può sembrare poca cosa, ma abbiamo comunque deciso di fare la nostra piccola parte. Nel 2010 già ci ponevamo il problema di contenere le nostre emissioni di CO2: la riduzione del 20% dei tradizionali sacchetti in plastica nei nostri punti vendita ha permesso di abbattere le emissioni di 400 tonnellate di CO2, sottraendo al tempo stesso alle discariche 8 milioni di borse per la spesa in plastica.

Gemma Verde nasce con il pallino dell’ECORISPETTO.
Poiché percorrere 10 km con un'auto a benzina (13 km con 1 litro) equivale ad emettere 2 kg. di anidride carbonica nell’atmosfera, abbiamo fatto sì che il ciclo di produzione e stoccaggio di Gemma Verde si svolga nell’arco di 30 kilometri. La plastica post consumo riciclata al 100% e utilizzata per confezionare i contenitori viene prodotta a Mirano in provincia di Venezia, i flaconi sono soffiati a Grisignano in provincia di Vicenza e riempiti con i detergenti a Pianiga, in provincia di Venezia. Il tragitto dalla fabbrica al magazzino, dove le merci vengono imballate, caricate e spedite, è di 300 metri. I contenitori li abbiamo studiati in modo che creino il minimo ingombro possibile negli scatoloni e abbiamo scelto di produrre solo 3 formati, da 500 ml., da 650 ml. e da 1 litro, per poterli confezionare agevolmente in imballaggi tutti uguali. Questo semplice accorgimento permette di ottimizzare i carichi e ridurre il numero di viaggi per il trasporto nei punti vendita.

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