11/apr/2016

Profumo di pulito o pulito profumato?

Qualche decennio fa sapone di marsiglia, aria e sole donavano alla biancheria la profumazione fresca e piacevole, che ci accoglieva la sera, quando ci coricavamo in un letto appena rifatto con lenzuola di bucato. Oggi però viviamo in spazi ristretti e per la maggioranza delle persone che abitano in città è sempre più difficile poter stendere la biancheria all’aperto. La morbidezza e la fragranza di pulito vengono quindi riprodotte con additivi chimici: ammorbidenti profumati, olii essenziali e ingredienti prodotti in laboratorio.

Piacevoli per l’olfatto, ma…
I profumi sono un esempio di sostanze chimiche create dall’uomo: i prodotti cosmetici e i detergenti contengono migliaia di sostanze odorose artificiali. Ai suoi inizi la chimica delle sostanze profumate fece nascere una vera euforia: si pensava di poter usufruire di ogni genere di profumazione senza alcun rischio allergico, ma oggi sappiamo bene che la realtà è ben diversa. Ne è l’esempio il Lyral (idrossimetilpentilcicloesencarbossialdeide) sostanza odorosa sintetica, che a partire dagli anni ’60 veniva usata abitualmente nei prodotti profumati, ma trent’anni dopo ci si rese conto che poteva scatenare forti reazioni allergiche. Più di 2.500 ingredienti profumanti sono tutt’ora utilizzati nei profumi e nei generi di consumo profumati, quali cosmetici, detersivi, ammorbidenti, detergenti e altri prodotti di uso domestico per donare loro una profumazione particolare, generalmente gradevole all’olfatto. Dal 1999, al fine di tutelare i consumatori, vige l’obbligo di menzionare in etichetta 26 di queste fragranze, classificate come allergeni. La direttiva europea sui cosmetici e i detergenti esige che la presenza di una di queste 26 sostanze venga indicata tra gli ingredienti quando la sua concentrazione supera lo 0,001% nei prodotti risciacquabili e lo 0,01% in quelli non risciacquabili. Dopo il 2012 si è comunque giunti a classificare come allergeni umani oltre 54 sostanze chimiche profumanti e 28 estratti naturali (olii essenziali); come allergeni animali 18 sostanze chimiche e 1 estratto naturale; mentre 26 sostanze chimiche sono state considerate “probabili allergeni da contatto” e 35 sostanze chimiche più 13 estratti naturali rientrano nella categoria dei “possibili allergeni da contatto”.

I profumi fanno soffrire la pelle
Le allergie e le irritazioni della pelle sono i più frequenti problemi collegati alla presenza di ingredienti profumanti. Molte persone soffrono d’intolleranze o eruzioni cutanee, ma bisogna fare attenzione perché la maggior parte di quelle che vengono comunemente definite “eruzioni cutanee” sono irritazioni e non allergie. Una delle differenze principali consiste nel fatto che la reazione allergica si verifica dopo circa un giorno dall’utilizzo del prodotto, mentre l’irritazione è immediata.

Le allergie si sviluppano quando la pelle della persona è esposta a una certa dose di sostanza allergizzante, ciò che accade quando, per esempio, si usa regolarmente un prodotto cosmetico o un detergente profumato. Una volta che l’allergia si è sviluppata dura per sempre. I sintomi sono principalmente rossore, gonfiori e vescicole, che colpiscono di solito la pelle del viso, delle mani e delle ascelle.

Per causare un’allergia della pelle è necessario che una certa quantità di sostanza profumante penetri e si fissi alle proteine della pelle: a quel punto scatenerà una serie di reazioni nel nostro sistema immunitario, che determineranno i sintomi allergici. Alcune sostanze invece si fissano alle proteine della pelle solo quando subiscono una trasformazione chimica, causata per esempio dal contatto con il sole o l’aria.

Attenzione anche ai profumi naturali
L’uso di profumi, cosmetici, detersivi, ammorbidenti, prodotti detergenti per uso domestico e prodotti per l’aromaterapia espone le persone al pericolo di allergie. Le sostanze profumanti possono provenire da fonti naturali o essere il risultato di una sintesi chimica, ma in ogni caso con la semplice lettura dell’etichetta il consumatore non può sempre identificare con certezza se si tratta di sostanze sintetiche o naturali: il geraniolo, il linalolo o il limonene, ad esempio, possono essere i componenti di un prodotto interamente naturale, come un olio essenziale, ma il geraniolo può anche essere ottenuto a partire da un olio minerale.

La classificazione delle sostanze in base al loro potere allergizzante, per esempio, colloca geraniolo, linalolo e limonene agli ultimi posti perché le reazioni allergiche dovute a queste sostanze sono rare. Il problema sta però nella loro metodologia di estrazione: normalmente, visto che sono sostanze naturalmente presenti negli oli essenziali, la procedura è una semplice distillazione dell'olio essenziale stesso. Di recente, soprattutto il limonene e il geraniolo, sono stati impiegati, in alcuni paesi, a livello industriale dove la produzione deve essere massiccia e arance, limoni e piante non possono bastare a coprire la grande richiesta di mercato. Siccome queste sostanze sono producibili anche con metodi di sintesi a partire da materiale inorganico sono stati usati rispettivamente per ottenere il Limonene e il Geraniolo, granuli di copertoni usati e petrolio.
[Fonte: Blog “Trucchi svelati”]

Per evitare qualunque possibile causa di allergia o intolleranza Gemma Verde ha scelto di non contenere alcuna profumazione.

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