20/apr/2016

Come si costruisce una Bella Storia

Si parte dalle vicende del protagonista, intorno al quale ruotano le vicissitudini di altri personaggi: c’è una situazione iniziale, da cui prende avvio il racconto e nella quale vengono fornite informazioni sul protagonista, sull’ambiente in cui vive, sulla sua situazione e sull’epoca in cui avvengono i fatti.

Improvvisamente però, qualcosa accade: qualcosa che sconvolge l’equilibrio e interrompe lo svolgersi quieto dei fatti. Da questo irrompere dell’imprevisto nella realtà del protagonista nasce l’evoluzione della storia, in cui il protagonista deve compiere varie azioni per riportare l’equilibrio, cimentarsi in prove da superare, fare tentativi per raggiungere uno scopo, affrontare le difficoltà. Potrà ricevere aiuto, ma dovrà comunque fronteggiare situazioni difficili e imprevedibili, fino alla ricomposizione dell’equilibrio iniziale.
Alla fine due sono le possibili conclusioni: o il protagonista trova la soluzione al suo problema oppure riconosce di aver fallito l’impresa.
Le Belle Storie funzionano così: ti tengono con il fiato sospeso e ti fanno parteggiare per il protagonista.

Un’avventura che parte da lontano
L’avventura di Gemma Verde parte da lontano, da quando, alla fine del secolo scorso il progresso bussò alle nostre porte offrendoci nuove fantastiche soluzioni per le pulizie di casa. Tutto sembrava andare per il meglio nel meraviglioso mondo dei detergenti. Le case brillavano e profumavano di pulito, efficienti elettrodomestici ci aiutavano nelle incombenze quotidiane, lavatrice e lavastoviglie erano ormai accessori indispensabili. Detersivi e detergenti sempre più potenti venivano prodotti, fino a quando la gara dell’efficacia ci fece perdere il controllo. Le fatine del “più bianco non si può” cominciarono ad abbagliare le massaie a colpi di sbiancanti ottici, mentre squadre speciali di guerrieri antimicrobi presero a sterminare anche i batteri amici, prima di passare all’ultima offensiva, quella contro la pelle e le mucose. L’ossessione del profumo e della morbidezza produsse ingredienti tanto odorosi quanto aggressivi e le persone si ritrovarono improvvisamente a lacrimare, tossire, sternutire, grattarsi.

Ma il peggio doveva ancora venire.
I maghi del pulito ad ogni costo avevano imbottito i detergenti e i detersivi di fosfati che, una volta smaltiti nelle acque di scarico, erano finiti nei fiumi, nei laghi, nel mare. Per la prima volta sentimmo parlare di eutrofizzazione, cioè dell’eccesso di sostanze nutritive, che avevano determinato una proliferazione incontrollabile della vegetazione acquatica, riducendo l’ossigeno e causando la morte della fauna ittica.
L’equilibrio era rotto.
La premessa della Bella Storia era stata posta.

Arriva l’ECORISPETTO
Purtroppo senza conflitto non c’è Bella Storia e anche nel nostro caso il fiato sospeso è d’obbligo.
Il nostro protagonista si chiama ECORISPETTO: lui aveva sempre pensato che gli uomini avrebbero potuto convivere pacificamente con la Natura, senza distruggerla e senza danneggiarla, ma giunto a questo punto comprese che non poteva più stare a guardare in silenzio, confidando nel buon senso comune. C’erano da compiere azioni concrete.

ECORISPETTO decise di cominciare a cercare qualcuno che lo comprendesse, lo ascoltasse e lo aiutasse a riportare la bellezza e l’armonia nell’ambiente: qualcuno che amasse l’aria fresca, l’acqua limpida e la natura rigogliosa.

E incontra Gemma Verde
Era da un po’ che Gemma Verde rimuginava di entrare in azione, ma non le bastava eliminare i fosfati dai detergenti, ci voleva mettere ingredienti di origine vegetale, che provenissero da fonti rinnovabili; voleva anche ridurre l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera, perciò era pronta a organizzare tutta la produzione e distribuzione in un raggio di soli 30 kilometri; e poi voleva imballaggi in plastica riciclata al 100% e di formato standardizzato per renderli meno ingombranti e poterne trasportare di più con meno dispendio di energia. E niente allergeni, né profumi sintetici, né olii essenziali, meglio non correre rischi. ECORISPETTO pensò che fosse l’alleata giusta e, dopo averla studiata per bene, decise che valeva la pena di stare dalla sua parte, perché era la parte di Madre Natura.
La Bella Storia di Gemma Verde è nata così.

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