16/set/2016

Bebe Vio: quando l’oro brilla di valore.

“Sono un ragazzo fortunato, perché mi hanno regalato un sogno…”. Jovanotti canta così il suo ‘grazie’ alla vita, generosa dispensatrice di doni.

La vita però è generosa di felicità, ma anche di dolori, di malattia e recupero, di soddisfazioni e difficoltà. Ragazzo fortunato è la canzone preferita di Beatrice Vio, la nostra Bebe, testimonial del nostro impegno per la sostenibilità ambientale ECO-RISPETTO e da mercoledì 14 settembre campionessa paralimpica di fioretto.

“Mi hanno regalato un sogno…”
Nel suo libro “Mi hanno regalato un sogno”, Bebe racconta una vita densa di avvenimenti che avrebbero potuto fiaccare un carattere meno determinato ed energico del suo.

Provate a immaginare il sentimento di stupore spaventato che potrebbe provare una ragazzina di 11 anni, che, in seguito a una forma di meningite acuta, si vedesse brutalmente strappare via, con l’amputazione di mani e piedi, la vita che ha conosciuto fino al giorno prima. Ma se quella ragazzina si chiama Bebe Vio, allora ci troviamo di fronte a una bambina che ha vissuto di quelle che lei chiama le 3 S: scuola, scout e scherma. Tanti amici e una famiglia fantastica, affettuosa e presente, capeggiata da mamma Teresa che Bebe chiama affettuosamente “tassinara”, perché sempre pronta ad accompagnarla agli allenamenti e alle gare e che le ha trasmesso la passione per Jovanotti.

Da quando aveva 5 anni Bebe coltiva il sogno di diventare campionessa di scherma e nemmeno la gravità della malattia arresta il suo spirito indomabile. Si allena con tenacia, rifiutando di arrendersi. La malattia diventa un intermezzo, doloroso sì, ma da superare, che spinge Bebe ad attingere a tutte le sue risorse interiori. Cambia modo di allenarsi, cambia vita, cambia tutto, mentre il suo sorriso resiste a fatiche e avversità.

A soli diciannove anni Bebe ha già conquistato titoli prestigiosi: nel 2011 Campionessa italiana under 20 di fioretto paraolimpico, dal 2012 campionessa italiana assoluta, nel 2014 campionessa europea di fioretto paraolimpico individuale e a squadre. Nel 2015 ha conquistato l’oro nell’individuale.

Alle Paraolimpiadi di Londra nel 2012 non ha che 15 anni ed è troppo giovane per gareggiare, ma percorre la pista reggendo la fiaccola con fierezza e, forse, quell’emozione se l’è cullata dentro per alimentare la sua fame di vincere.

La sua inarrestabile corsa ha un obiettivo potente: vincere alle Paraolimpiadi di Rio de Janeiro 2016 e infine, mercoledì 14 settembre, arriva il coronamento del suo sogno.

La vittoria della “Fenice Radiosa”
Alla quindicesima stoccata che la conduce alla meta agognata, Bebe sfila il casco di protezione e urla di gioia, sfogando finalmente una tensione di giorni, mesi, anni, in cui ha costruito con pazienza questa vittoria.

Il grande valore del suo oro sta tutto qui: nella sua umiltà, semplicità, pazienza, tenacia. Sta nel suo ottimismo travolgente, nella generosità che la porta a condividere la sua esperienza per dare ad altre persone colpite la forza di risollevarsi, andare avanti, andare oltre. Oltre il dolore e la malattia, così oltre da affermare sorridendo “non vorrei un’altra vita, perché la mia è una figata”.

Quando le chiedi perché ha scritto il suo libro risponde di averlo fatto perché tante persone le avevano confidato che, dopo aver ascoltato la sua storia, avevano capito che anche loro potevano farcela a superare le difficoltà e a dare di più.

Questa è Bebe, un concentrato di energia generosa, che espande il suo esempio luminoso anche grazie all’associazione Art4Sport, che ha fondato assieme ai suoi genitori.

Rispetta i tuoi sogni e vinci il futuro.
Gli amici scout della sua squadra le hanno dato il nome di Fenice Radiosa.
Quando le parli o guardi il suo sorriso capisci subito il perché.
Rinata, come il mitico uccello, dalle ceneri di una malattia devastante, ne è uscita forte e determinata, carica di una sprizzante energia che dispensa emozioni positive a chi le sta accanto.
C’è chi parla di sogni nel cassetto, ma per Bebe i sogni sono materia viva e lei li fa respirare, li onora e li realizza.

Il valore potente di Bebe, prima che in questa ennesima medaglia, risiede nel rispetto che ha sempre avuto per il suo sogno: diventare una grande campionessa di scherma. Un rispetto che l’ha condotta alla vittoria e a un traguardo che è costato tanto lavoro e sacrificio.

Grazie cara Bebe, questa volta sei tu che ci hai regalato un sogno.
Ma come è nella tua natura sei andata oltre e lo hai realizzato.