19/feb/2016

La Nuova Alchimia è l’ECORISPETTO

Gli antichi alchimisti ricercavano la pietra filosofale, la sostanza catalizzatrice, capace di sanare la corruzione della materia, di trasformare il metallo vile in metallo prezioso, il piombo in oro. Così recitava la tradizione. Oppure ricercavano l’acido capace di sciogliere tutte le sostanze, o l’elisir di lunga vita, ovvero la medicina universale, che avrebbe guarito tutti i mali.

Utopisti e ricercatori, tacciati di stregoneria, perseguitati e arsi vivi dall’Inquisizione, a volte ciarlatani e illusionisti. Qualcuno li considera gli antenati dei moderni chimici. Fu il medico e chimico Paracelso che, nel ‘500, per primo cominciò a indicare con il termine “alchimia” ogni trasformazione artificiale delle sostanze, abbandonando la concezione metafisica ed esoterica. Una cosa è certa: ai giorni nostri la moderna alchimia è il riciclaggio e l’ECORISPETTO.

Cattive notizie dagli oceani
Parliamo di plastica. Secondo nuove stime tra 35 anni gli oceani potrebbero contenere addirittura più bottiglie di plastica che pesci. Lo studio “The New Plastics Economy: Rethinking the future of plastics”, realizzato dal World Economic Forum in collaborazione con la Ellen MacArthur Foundation disegna uno scenario desolante: entro il 2050 i nostri figli e nipoti rischiano di ritrovarsi ad affogare letteralmente in un mare di plastica. Già ora i numeri sono allarmanti: 165 milioni di tonnellate di plastica galleggiano negli oceani, uccidendo la fauna, inquinando, interrompendo le catene alimentari; ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate vengono smaltite in natura, pari al 30% degli oggetti in plastica prodotti e utilizzati. Il non riciclo dei manufatti in plastica porta a perdite economiche ingenti. E noi cosa possiamo fare?

Buone notizie da terra
Di solito si danno prima le cattive notizie, forse per consolarsi poi con quelle buone che per fortuna non mancano. Da gennaio di quest’anno il Senegal ha vietato per legge la produzione, importazione, vendita e distribuzione di sacchetti di plastica non riciclabili.

La situazione era ormai insostenibile: 5 milioni di sacchetti di plastica circolavano ogni giorno nel paese: molti venivano gettati e abbandonati in natura, inquinando il suolo, aumentando la mortalità degli animali che li ingerivano e nuocendo alla salute umana. L’Italia ha bandito le buste in plastica fin dal 2011 e le pratiche virtuose per arginare i problemi derivanti dalla dispersione della plastica nell’ambiente sono ormai entrate nella consuetudine.

Ecco cosa possiamo fare nel nostro piccolo: contribuire ad arginare le disastrose conseguenze dell’inquinamento da materie plastiche con il corretto smaltimento dei rifiuti che produciamo in casa e ovunque ci troviamo. Limitare il consumo di plastica, prediligendo l’utilizzo di materiali biodegradabili, borse riutilizzabili di stoffa o di carta; usare sempre oggetti riutilizzabili e riciclati, mai articoli usa e getta.

GEMMA VERDE fa la sua parte: flaconi 100% plastica riciclata
Anche noi, nel nostro piccolo abbiamo cercato di entrare nella logica dell’ECORISPETTO, ben sapendo che ognuno deve fare la sua parte per salvaguardare il nostro amato pianeta. Mentre di solito i flaconi vengono prodotti con il 30% di plastica riciclata e il 70% di materiale nuovo, abbiamo scelto di produrre i flaconi della linea GEMMA VERDE al 100% con plastica riciclata post consumo. La produzione con plastica riciclata richiede inoltre il 60% di energia in meno.

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